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Lex Market

14 Nov 17
l'oreal station

 

The international beauty giant has announced it has becoming a strategic partner to a major tech centre in the global startup scene, Station F. With this agreement, L’Oréal becomes Station F’s partner for development of early stage digital beauty startups worldwide. As part of the partnership, L’Oréal will run its own beauty accelerator inside Station F.

What is Station F?​

Station F is based in Paris, backed by its creator Xavier Niel (Free Telecom, Kima Ventures, 42 coding school), a leading entrepreneur in the France tech scene. It was opened in June this year, with the 34,000m2 campus set to be home to over 1,000 startups, with a planned 600-person housing extension opening in 2018.

How is L’Oréal going to be involved?

Through its beauty accelerator based on the campus, L’Oréal is set to finance 62 workstations there. The company says it intends to support selected startups providing expertise in beauty and marketing, as well as networking and mentorship with group’s key stakeholders and a dedicated digital team. Jean-Paul Agon, Chairman and CEO of L’Oréal, notes that its nature as a French-headquartered company makes partnership with Station F particularly appropriate.

L’Oréal in digital

L’Oreal has made considerable strides in the recent period, taking on various strategic partnerships and making multiple significant investments in the specific field of startup development in the beauty tech scene. Our partnership with STATION F is strategic to help us connect, collaborate and support the rising generation of digital beauty entrepreneurs. This partnership adds to L’Oréal’s large-scale digital open innovation strategy, which includes investments in Partech Ventures, an international venture capitalist firm, and Founders Factory, a London based digital accelerator and incubator.

10 Nov 17

l'oreal lucia dumas

The global beauty giant has announced that Lucia Dumas will be joining its executive committee as executive vice president of communication and public affairs.

The appointment is effective from the start of next year, with Dumas coming to the role as successor to Isabel Marey-Semper, who is stepping aside to ‘pursue her professional career outside the company’.

Dumas has been Vice President of Communication for Essilor, where, L’Oréal notes, she has designed and deployed a brand identity for the Group and helped increase its visibility around the world. The communication expert previously held the same responsibilities within the Rhodia Group for five years and in particular, accompanied the implementation of the merger with Solvay, after having been in charge of Press Relations. A graduate of the European Business School in Marketing and International Strategies, Dumas began her career at the Moulinex Group where she held various internal and external communication functions.

Farewell to Marey-Semper​: Marey-Semper has spent eight years with L’Oréal, which explains that thanks to her high-level scientific background, during her time with the company she led L'Oréal's Advanced Research for five years, making it increasingly strategic, more open to the outside world, more digital and more international. In 2015, she became a member of the Executive Committee in charge of Communication and Public Affairs while at the same time assuming the General Management of the L'Oréal Foundation and leading the Group's “Simplicity” project.

03 Nov 17

babyliss

Appena nominato e... due mesi dopo già conclusa l'esperienza di Lorenzo Ruspi. Ha lasciato l'azienda anche la responsabile marketing la Sig.ra Laura De Bonis.

Cosa succede? Crollo di fatturato? Caduta di credibilità? Sicuramente qualcosa non va! A breve lo scopriremo, in ogni caso attualmente ci sono posizioni importanti vacanti.

E non azzardatevi a telefonare, perchè se vi trattano come hanno fatto con noi.. vi potreste inc******!

30 Oct 17

Offerta premium e bio trainano la crescita: sembra passata un'era geologica da quando la marca del distributore/grossista, o private label all'inglese, era proposta come alternativa a basso prezzo, neppure troppo curata nel packaging e con un numero limitato di referenze. E invece parliamo di poco tempo fa. Oggi la marca primaria del distributore è una leva strategica che non è più solo un business in termini economici, ma anche uno strumento per rivaleggiare, in molti casi da pari a pari quando non in posizione di forza, con i grandi brand.

La marca del distributore gode di ottima salute e continua lungo il percorso di completamento della metamorfosi che la sta portando dall'area della mera convenienza alla "nobilitazione" del prodotto premium. Basti pensare a certe nicchie di mercato che l'industria di marca non è ancora riuscita a presidiare adeguatamente: per fare solo un esempio, oggi in Italia il 60% del prodotto bio è rappresentato dalla marca del distributore. È proprio in questi segmenti che la private label sta facendo meglio e dimostra di essere stata più abile e rapida nel cogliere i nuovi trend di consumo.

Sono destinate a durare queste magnifiche sorti della marca del distributore? Non sarà una semplice crescita percentuale. Molto probabilmente la private label si trasformerà in public label, perchè sarà sempre più presente sulle piattaforme online, affrontando una sfida competitiva tutta da giocare.

30 Oct 17

crisi carta stampata

La forte concentrazione delle vendite di carta stampata è dovuta solo in parte alla digitalizzazione dell'informazione.

La vera causa va ricercata nella crisi economica. I contatti con i rivenditori indicano chiaramente che il calo di vendite è tipico delle persone appartenenti a fasce di reddito più disagiate che hanno eliminato l'investimento culturale nella carta stampata, essendo comunque presenti sul web una serie di informazioni in pillole totalmente gratuite.

Statisticamente, invece, la fascia di popolazione con redditi alti, nonostante l'informazione gratuita, ha continuato ad acquistare giornali.

23 Oct 17

fiere bellezza

Il web non riesce a rimpiazzarle. Il contatto umano è essenziale per concludere gli affari.

In Germania quest'anno sono stati battuti tutti i record. I futurologi non ci azzeccano mai o quasi. Non hanno previsto il confronto tra Occidente e mondo islamico, o la rapida trasformazione della Cina comunista in un paese dal capitalismo sfrenato. O l'esodo di disperati dall'Africa all'Europa.

Di recente era stata prevista la fine delle fiere, perché spostarsi per vedere dei prodotti che si potevano studiare tranquillamente in internet e videoconferenze, senza spendere per viaggi e alberghi? Fine delle esposizioni e anche delle fiere mercato: si compra tutto online. Invece avviene esattamente il contrario.

Nel 2016 sono stati battuti diversi record per fatturato, numero di espositori e di visitatori: 3,2 milioni sono venuti dall'estero, in particolare 250 mila dall'Olanda, 225 mila dall'Italia, 90 mila dalla Cina, 80 mila dagli Stati Uniti, 75 mila dall'India. Il contatto umano rimane il fattore principale per concludere affari.

17 Oct 17

fatturato a picco
Abbiamo visto su siti di eCommerce, sostenuti direttamente dalle aziende, sconti pazzeschi:

L'OREAL - 50%

WELLA -50%

KEMON -45%

BABYLISS PRO -45%

etc.

..ma cosa valgono veramente questi prodotti? I rivenditori ed i parrucchieri che figura fanno con i loro clienti che scoprono questi prezzi online?

Crediamo che siano operazioni estreme e pericolose sia per i brand stessi che per il servizio di vendita / rivendita dei distributori / grossisti e dei parrucchieri..

Allora ATTENZIONE !!

22 Sep 17

crescita pubblicità

La crescita dei ricavi pubblicitari del settore media e intrattenimento in Italia in arrivo da internet si normalizza. È quanto emerge dal report  “Entertainment & Media Outlook in Italy 2017-2021” di Pwc che, per il nono anno consecutivo, descrive l’andamento di 17 segmenti del mercato dei media e dell’intrattenimento, tra cui cinema, libri, adv su internet, radio e pubblicazioni di diverso tipo.

Tv e internet continuano a rappresentare i segmenti trainanti. Ma il fatturato in arrivo dagli investimenti sul web non crescerà più in modo stellare, bensì con un tasso 2017-2021 del +6,2 per cento. La locomotiva della crescita arriva dai ricavi mobile, di cui è previsto un aumento del 15,3 per cento nel periodo.

Si può parlare ancora di crescita monstre soltanto per il video advertising sul web, che lo scorso anno ha avuto introiti superiori ai 500 milioni e ha pesato oltre il 20% del total internet advertising. Una percentuale che si stima possa arrivare al 36,3% nel 2021, grazie soprattutto alla raccolta sui social network.

13 Sep 17

globelife web traditore

L'attività ricostruita dal sito del Salone. Due commissioni tributarie usano il metodo nell'accertamento. Contribuenti traditi dai propri siti internet.
Legittime le contestazioni del fisco basate sull'attività effettivamente svolta dai contribuenti ricavata dall'esame dei loro siti istituzionali.

Sconfessata invece la linea difensiva dei contribuenti che volevano dimostrare di svolgere attività diverse da quella descritta e pubblicizzata tramite il web. Sono queste, in estrema sintesi, le motivazioni con le quali due corti tributarie di merito (Ctp di Trento e Ctr Sardegna) hanno respinto i ricorsi dei contribuenti confermando come legittimo l'operato degli uffici fiscali che proprio dal web avevano tratto informazioni importanti per l'accertamento. Dalle due pronunce in commento si può trarre un importante insegnamento: attenzione a ciò che viene inserito, pubblicizzato e diffuso, sia tramite il proprio sito internet sia tramite i social o altri mezzi di diffusione online. È, infatti, necessario verificare con attenzione il tipo di messaggi che vengono diffusi all'esterno, perché gli stessi potrebbero poi essere utilizzati proprio contro chi li ha prodotti.

In entrambi i casi oggetto delle due sentenze, infatti, l'Agenzia delle Entrate aveva ribaltato le tesi difensive dei contribuenti dimostrando, proprio prendendo a riferimento ciò che gli stessi avevano pubblicizzato sui loro siti internet, l'attività in concreto svolta dagli stessi. Le due sentenze in commento costituiscono dunque una sorta di monito per tutti quei contribuenti che nella costruzione e nell'aggiornamento continuo dei propri siti internet o degli spazi dedicati all'interno dei social, possono essere tentati di pubblicizzare o diffondere notizie ed informazioni circa le attività praticate o praticabili, o sui prezzi e le condizioni economiche praticate.

13 Sep 17

the body shop

NATURA (azienda brasiliana) acquisisce da L'ORÉAL la catena THE BODY SHOP; una dote di oltre 3000 negozi in 66 paesi.

I costi in perdita di quest prodotti hanno costretto alla vendita. Ovviamente NATURA spera in un grande rilancio del marchio.




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